grau grau grau grau grau grau grau
 










Tecniche di pesca

I pescatori hanno terminologia ed attrezzi diversi da zona a zona. In larga parte ciò è positivo perché ha permesso ad ogni pescatore di adeguare i suoi attrezzi alle particolari necessità dettate dalle condizioni ambientali della zona di mare dove si opera e dalle specie che sono presenti e si vogliono catturare.
In alcune zone l’ingegnosità dei pescatori, a costruire i più svariati tipi di attrezzi da pesca utilizzando i materiali di cui in quella zona c’era abbondanza, è stata veramente grande, basti pensare alla gran de varietà dei piccoli attrezzi usati sotto costa o nelle zone lagunari.
Se ciò in generale è un indice di vitalità delle nostre marinerie d’altra parte crea grosse difficoltà di regolamentazione degli attrezzi da pesca, soprattutto in considerazione del fatto che gli attrezzi anche quelli identici sono chiamati con nomi diversi da zona a zona e a volte una stessa parola indica in due zone diverse due attrezzi diversi.

Purtroppo a 100 e più anni dalla unità d’Italia non abbiamo ancora unificato la lingua con cui i pescatori chiamano i loro attrezzi e i pesci che catturano.
Per quanto riguarda i pesci, un grosso lavoro è già stato compiuto dal compianto Prof. Giorgio Bini che nel suo atlante dei Pesci delle coste italiane catalogò i vari pesci ne indicò il nome zona per zona e ne scelse un nome italiano (Bini 1969).
Qualche cosa per gli attrezzi da pesca è stato fatto dalla UNI che nella sua norma 8286 (1981) dà un nome e definisce i principali attrezzi da pesca, allegando pure uno schema che ne permette una prima catalogazione.

Nulla però è detto nella norma 8286 relativamente ai termini dilettali con cui tali attrezzi vengono chiamati nelle varie marinerie.
Oltre però ad un problema terminologico è necessario rivolgere l’attenzione al problema tecnico vero e proprio. I vari attrezzi usati oltre che avere un nome italiano è bene che vengano descritti in modo che quando si usa quel termine si sappia esattamente a che cosa ci si riferisce, non solo ma dato che uno stesso attrezzo può avere variazioni a volte lievi a volte forti tra una zona e l’altra è bene avere una completa, per quanto possibile, panoramica degli attrezzi usati con le differenze tra una regione e l’altra e le modifiche che il pescatore apporta quando da un fondo passa ad un altro.

Il presente lavoro comunque non ha la pretesa di descrivere tutti gli attrezzi da pesca, anche perchè nel tempo ci saranno certamente variazioni che debbono essere seguite; alcuni attrezzi potrebbero entrare nell’uso professionale nel prossimo futuro. Come dice Scaccini (1974) “ogni pescatore, basandosi sulla propria esperienza inventa ed utilizza attrezzi adatti al suo caso”. Sarà quindi necessario di tanto in tanto riaggiornare, rivedere, integrare il presente catalogo.
Si spera comunque che pur potendolo e dovendolo nel tempo perfezionare, il presente studio possa riuscire utile sia ai pescatori e alle loro organizzazioni per uno scambio di informazioni e vedute che non ostante i mezzi di comunicazione del ventesimo secolo sono nel settore molto scarse, sia per i. funzionari dell’amministrazione e per i ricercatori che spesso si trovano di fronte a termini a cui non si sa cosa fare corrispondere.
I termini con cui indicare gli attrezzi in lingua italiana sono stati tratti sia dal regolamento di esecuzione della 963 (M.M.M. 1980) sia dalla norma UNI 8286 (1981). I termini dialettali sono stati di direttamente raccolti tra i pescatori. Non si ha la pretesa di averli citati tutti quanti, ma di avere almeno elencato tutti quelli di più frequente uso.

I termini infine inglese, francese, spagnolo sono stati aggiunti per permettere la comprensione di alcuni manuali FAO (Scharfe 1974, Nedelec 1975) che sono a tutt’oggi le pubblicazioni più complete in cui si possono trovare descritti con sufficiente chiarezza i piani costruttivi dei vari attrezzi da pesca artigianale ed industriale. Naturalmente la conoscenza dei termini indicanti gli attrezzi anche in lingua straniera potrà facilitare la comprensione e gli scambi tra operatori del settore anche appartenenti a paesi diversi e permetterà di evitare che spesso sulla stampa italiana indirizzata al mondo della pesca, vengano pubblicate traduzioni di articoli comparsi sulla stampa straniera con traduzioni tecnicamente errate al punto da non essere utili data la loro incomprensibilità tra i pescatori.
Per le caratteristiche e i nomi locali di alcuni attrezzi da pesca tanto molto noti in passato ed oggi ancora usati in qualche particolare marineria sono stati consultati il “Manuale pratico sugli attrezzi per la pesca di Mare” (Police 1936), “La Pesca” (Chigi 1965) e “Biologia Marina e della Tecnica della Pesca” Polumbo 1971).

 

Torna su
Oggi, domenica 05 febbraio 2012






 
 
Progetto realizzato con il contributo della U.E. fondo S.F.O.P.
2000-2006 Euroidee srl, POR Calabria 2000-2006
Bando SFOP misura 4.21.C
Ministero delle politiche agricole e forestali
Ministero delle
politiche agricole
e forestali
Regione Calabria
Regione Calabria
Dip. Agricoltura
Caccia e Pesca
SFOP 200/2006
SFOP
2000/2006
Unione Europea
Unione Europea