2006-02-23
Pesca nel Mediterraneo: il nuovo rapporto Ismea ne traccia l’analisi socio-economica e ambientale

L’Istituto scatta la fotografia del settore e la presenta a Roma oggi, 23 febbraio, con Scarpa, Semerari, Ambrosio, Cataudella, Spagnolo, Srour e Massa. Il nuovo bilancio socio-economico e ambientale della pesca nel Mare nostrum, comprendente anche il tema della gestione e regolamentazione di questa attività, è stato commissionato dal ministero delle Politiche agricole e forestali. Roma, 23 febbraio 2006 - A distanza di due anni dalla pubblicazione del Rapporto “Dalla conflittualità al partenariato: il ruolo della pesca nel Bacino del Mediterraneo”, ISMEA – Istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare – presenta oggi a Roma il nuovo studio, intitolato “Verso un sistema di regole comuni per la pesca nel Bacino del Mediterraneo”, promosso dal ministero delle Politiche agricole e forestali. Il Rapporto traccia una fotografia della pesca nel Bacino del Mediterraneo, con particolare attenzione alla dimensione economica e sociale, affrontando, inoltre, il tema della gestione delle risorse ittiche. Il nuovo studio mette in luce anche l’aspetto ambientale nell’area mediterranea, dove cresce l’esigenza di tutelare gli ecosistemi marini e di garantire la sicurezza e la qualità dei prodotti. “Questo Rapporto – ha sottolineato il presidente ISMEA, Arturo Semerari – s’inserisce nell’attività ormai decennale del nostro Istituto nel settore della Pesca e dell’Acquacoltura e si propone come un ulteriore strumento per ampliare la base conoscitiva su cui articolare il confronto tra i Paesi mediterranei che considerano la pesca un tema rilevante per le politiche alimentari e ambientali del prossimo futuro”. Con l’obiettivo di fornire ulteriori contributi al dibattito sulla necessità di adottare un sistema di regole comuni e condivise, attraverso il coinvolgimento attivo degli oltre venti Paesi che operano nel Mediterraneo - di cui solo sette attualmente membri dell’Unione Europea - nell’ottica di cooperazione e nel quadro della Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM), è stato realizzato questo secondo studio, su richiesta del ministero delle Politiche agricole e forestali. Questo perché l’attività della pesca nel Bacino del Mediterraneo mostra un elevato grado di complessità, dove entrano in gioco più dimensioni, considerato il numero di Paesi che vi operano che, pur essendo tra loro eterogenei sia culturalmente che economicamente, sono fortemente omogenei sia sul piano produttivo che sociale. Ciò evidenzia la necessità di adottare un sistema di regole comuni e condivise, valide per tutti i Paesi del Bacino mediterraneo, anche alla luce della Conferenza ministeriale di Venezia del 2003. Alla presentazione interverranno il sottosegretario alle Politiche agricole e forestali con delega alla Pesca, Paolo Scarpa Bonazza Buora, il presidente Ismea, Arturo Semerari, il Capo Dipartimento delle Filiere agricole e agroalimentari del ministero delle Politiche agricole e forestali, Giuseppe Ambrosio, Stefano Cataudella dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, Massimo Spagnolo dell’Irepa – Istituto Ricerche economiche per la Pesca e l’Acquacoltura, il vice segretario esecutivo della CGPM, Abdellah Srour, il coordinatore AdriaMed e MedSudMed (progetti Fao nell’ambito del CGPM), Fabio Massa, e alcuni rappresentanti dei Paesi del Mediterraneo e delle Associazioni nazionali della Pesca e dell’Acquacoltura.
Oggi, martedì 07 settembre 2010






 
 
Progetto realizzato con il contributo della U.E. fondo S.F.O.P.
2000-2006 Euroidee srl, POR Calabria 2000-2006
Bando SFOP misura 4.21.C
Ministero delle politiche agricole e forestali
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Dip. Agricoltura
Caccia e Pesca
SFOP 200/2006
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Unione Europea
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